Testimonianze 1mo Novembre
DELEGAZIONE DELLA SEZIONE ANA VALTELLINESE DI SONDRIO A BUCAREST PER IL NOVANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
4 NOVEMBRE 1918- 2008
(Ospiti del nuovo GRUPPO AUTONOMO ANA DI ROMANIA)
Grande accoglienza nella capitale rumena per la delegazione della nostra Sezione ospite del neonato Gruppo Autonomo di Romania presso il Centro “Don Orione” di Bucarest dove è vicedirettore Don Graziano, cappellano del Gruppo di cui costituisce anche l’”anima” propulsiva.
La delegazione della Sezione Valtellinese di Sondrio dell’A.N.A. con il Vessillo Sezionale (Alfiere Dattomi) era guidata dal Presidente Ettore Leali, dai consiglieri Giambelli e Corti e dall’amico degli Alpini Giorgio Nana anche in rappresentanza della Caritas provinciale.
Già nella prima giornata di sabato 1 novembre si è subito entrati nel vivo della ricorrenza con una significativa Celebrazione nella chiesa Italiana di Bucarest nella centrale via Balcescu per la solennità di Ognissanti.
Il Gruppo autonomo di Romania “cap med Piero Redaelli” non ha mancato infatti di degnamente ricordare, in occasione della festività, che ha raccolto la Comunità Italiana, considerata anche la vicinanza della ricorrenza del novantesimo della fine della GG, i Caduti di quel tragico evento e di tutte le Guerre.
Alla cerimonia, svoltasi nella storica Chiesa del Santo Redentore, proprietà dello Stato Italiano, e celebrata da Don Graziano Colombo, erano presenti l’addetto militare della nostra Ambasciata Col.lo Vincenzo Massone ed il Capitano di Vascello Severino Marrocco.
Particolare riguardo è stato dedicato ai nomi dei Caduti riportati sulla lapide che, all’interno della Chiesa, ricorda i nostri compatrioti Italiani di Romania, figli di emigranti, chiamati sul fronte Italiano nel 1915 sin dall’inizio delle ostilità.
Don Graziano non ha mancato infatti di narrarci anche la storia di questi nostri fratelli, i cui padri avevano alimentato una rilevante immigrazione italiana verso la metà dell’ottocento. Si trattava in prevalenza di contadini veneti e friulani minatori e maestranze in cerca di terra da coltivare e lavoro che costituirono vere e proprie comunità dove ancor oggi si parla una forma arcaica di lingua veneta, poi andata perduta anche in Patria.
Nell’occasione il Gruppo di Romania ha predisposto nel cortile interno della Chiesa una piccola ma significativa mostra fotografica e documentale sulla Grande Guerra, molto apprezzata dai visitatori italiani presenti alla commovente celebrazione.
Grande la soddisfazione del Celebrante Don Graziano, alpino e Cappellano del Gruppo, attivo promotore delle iniziative del neonato Gruppo con a capo il nostro connazionale Claudio Minuzzo (titolare di una importante fabbrica di mobili d’arte nella città di Sibiu, al centro della regione transilvana).
I partecipanti, al termine della Cerimonia religiosa erano già …. pronti al significativo appuntamento dell’indomani …. sui Monti “Scarpazi” ….
Nella giornata del 2 novembre infatti trasferimento verso Brasov, la bella capitale del sud della Transilvania, ai piedi verso Nord della catena dei Carpazi meridionali, attraversando la bellissima vallata della Prahova (con le importanti stazioni turistiche di Sinaia, di Busteni e di Predeal, Sede quest’ultima del Centro di Addestramento degli Alpini rumeni che oggi contano due Brigate di “Vanatori de Munte”(così si chiamano gli alpini rumeni) inquadrate nell’Esercito della Repubblica rumena).
Da Brasov si è poi raggiunta la bella località turistica di Poiana Brasov, posta a circa mille metri di quota e una delle primarie Stazioni turistiche invernali di Romania.
Qui, sulle pendici del Monte Postavaru, della catena del Piatra Craiului, stretta catena carsica dei Carpazi, tra i Monti Bucegi a Est e i Monti Fagaras a Ovest, si è celebrata, a circa 2000 metri di quota, una significativa S. Messa a cura del Gruppo ANA Romania “Cap.med. Piero Redaelli” .
Dall’alto di questo spettacolare teatro naturale lo sguardo abbracciava una buona parte delle catene dei Carpazi e la commozione si è fusa con la grande soddisfazione di essere presenti a ricordare il sacrificio di ben 1.700 connazionali che in queste terre diedero la vita nei duri scontri con l’esercito degli Imperi Centrali a fianco dei reparti rumeni, nostri alleati dall’agosto del 1916.
Nelle belle parole e preghiere del Celebrante, espresse in italiano ed in rumeno, è stato significativamente messo in risalto lo spirito e lo stimolo di pace e di fratellanza che la rievocazione di questi tragici avvenimenti, che fanno parte della nostra Storia, suscita ancora oggi.
Presente una significativa delegazione degli Alpini rumeni (Vanatori de Munte) guidata dal Comandante del Centro di Addestramento di Predeal, Luogotenente NEGOITHA con diversi Ufficiali del Centro e una delegazione dei Venatori de Munte in congedo con in testa il Maggiore JACOB , anima della bella e fraterna iniziativa di amicizia.
Con loro si è subito stabilita una bella armonia e una reciproca simpatia di .. uomini e soldati della montagna
Grande soddisfazione del Celebrante e degli Alpini del Gruppo (Presidente MINUZZO, V.Presidente Alessandro PIETTA in testa) che hanno poi organizzato a Poiana un graditissimo convivio ove è stato possibile fraternizzare in lieta armonia con le rappresentanze della varie delegazioni presenti.
Alla sera rientro, come durante tutta la permanenza a Bucarest, al “Centrul” DON ORIONE di Bucarest dove è vice direttore Don Graziano, incentrato su di un “piccolo Cottolengo” che ospita una sessantina di anziani in difficoltà, che qui trovano un ambiente ottimale per accoglienza e cure, nello spirito della Congregazione di don Orione che segue le orme del suo grande fondatore.
Veramente generosa e bella l’accoglienza ricevuta durante tutta la permanenza da parte del Personale del Centro e dal Don Dan Sas originario del Maramures (e come dimenticare Antonio, un rumeno “tuttofare” che del Centro è l’anima per quanto riguarda il mantenimento della moderna struttura, che ci è stato sempre vicino con affettuosa disponibilità).
Commoventi ed indimenticabili poi, il giorno 3 dicembre, dopo una significativa visita al Centro Italiano di Cultura, gli incontri con i bambini della Scuola Italiana di Bucarest dove la Direttrice
Prof.ssa Tina Savoi e le Insegnanti avevano preparato una sorpresa davvero gradita …. Siamo infatti stati accolti dai più di cinquanta bambini della scuola primaria che, sventolando le bandierine italiane da loro stessi preparate per l’occasione, ci hanno cantato “sul cappello …” suscitando una atmosfera di indescrivibile commozione e di grande sentimento patriottico nel significato più bello del termine.
Qui è stato possibile spiegare ai ragazzi il significato della commemorazione e della nostra presenza.
Don Graziano in particolare ha ricordato quanto anche in terra di Romania anche in quei tragici frangenti gli Alpini e i cittadini italiani si siano fatti onore e quanto, proprio dal ricordo di quelle sofferenze, sgorghi spontanea una forte promessa di impegno, di solidarietà, di rispetto della dignità umana, della difesa dei più deboli in ogni occasione anche attuale.
E come non ricordare poi l’incontro pomeridiano con la realtà significativa del “villaggio dei bambini” del Pope ortodosso Nicolae Tanase, a Valea Plopului, a pochi kilometri dalla ridente cittadina di Valeni de Munte (a circa 70 Km a Nord di Bucarest) .
Qui trovano accoglienza più di 250 bambini e ragazzi (da 0 a 18 anni) e mamme con problemi alle spalle, in un ambiente rurale e di accoglienza che permette loro di vivere una esperienza di comunità e fratellanza. Qui i bambini e le loro mamme sono assistiti con amore per favorirne una crescita responsabile anche attraverso la Scuola (sino al liceo nella vicina Città di Plojesti) nonché attraverso i lavoli agricoli e di manutenzione del villaggio.
Si tratta di un esperienza di grande spessore sociale ed umano che riceve aiuti e collaborazioni da tutto il mondo e verso la quale anche la Caritas provinciale ha più volte mostrato concreto sostegno … e non potremo mancare in futuro di fare sentire concreta vicinanza anche da parte nostra di Alpini di Valtellina e Valchiavenna.
Veramente formativo l’incontro con questi sacerdoti … di frontiera (Don Graziano in testa ma il discorso vale anche per questo Pope ortodosso che abbiamo avuto il piacere di conoscere poi in visita al Centro Don Orione di Bucarest) animati da grande fede con la gioia nel cuore di tradurla concretamente in fraternità verso i più deboli.
Nella serata è poi stato possibile visitare la bella realtà della vicina fabbrica di vetri speciali temprati del Vice Capogruppo degli Alpini rumeni Alessandro PIETTA (la PGW di Valeni de Munte) che dà lavoro a più di centottanta lavoratori con esportazioni in tutta Europa ai massimi livelli del settore.
Siamo così giunti al 4 Novembre, alla giornata dedicata alla vera e propria commemorazione in Bucarest, dove l’Ambasciata Italiana ha organizzato un Cerimonia di altissimo livello al Cimitero di guerra italiano (attiguo al cimitero Monumentale Ghencea) ove riposano le salme dei militari italiani deceduti in Romania che erano stati precedentemente tumulati in varie località , principalmente Timisoara, Oradea, Arad e Brasov.
Nel Cimitero riposano 1695 caduti della Prima Guerra Mondiale della Divisione Italiana che, sotto il comando del Generale Mombelli, faceva parte dell’Armata alleata comandata dal Generale francese Franchet d’Espery impegnata nel 1918 nell’offensiva sul fronte macedone.
Il contingente italiano subì ingenti perdite nel corso delle operazioni tra la zona di Monastir (Macedonia) ed il Danubio: i morti furono 2840 ed i feriti 5353 , di questi molti morirono poi in ospedali rumeni a causa delle gravi ferite.
Il monumento ossario al centro del cimitero fu eretto nel 1929; trattasi di una magnifica opera in marmo bianco degli Architetti Stoppa, Toma e Santalena sotto il quale furono riunite le spoglie dei 400 militari ai quali non era stato possibile dare un nome
Dopo il 1940 furono anche tumulate le salme di 16 militari Italiani del Corpo di spedizione Italiano in Russia, morti nel corso dei trasferimenti per e dal fronte russo e quelle di alcuni piloti italiani ,istruttori di volo, che perirono sotto i bombardamenti dell’aereoporto di Bucarest –Baneasa.
Nella magnifica e commovente cornice si sono svolte le commemorazioni ufficiali alla presenza di S.E. L’Ambasciatore d’Italia Dr. Mario COSPITO , del Console dott. Salvatore RIPPA , dell’Addetto
Militare Col. Vincenzo MASSONE e di tutti i rappresentanti ed addetti militari delle Ambasciate dei principali Stati Europei con deposizione di più di venti corone floreali. Anche i principali Enti ed Aziende Italiane operanti in Romania hanno voluto dedicare omaggi floreali ai Caduti (Eni, Finmeccanica Cassa di Risparmio di Firenze, ecc)
Alla cerimonia hanno presenziato due picchetti in armi della Guardia della Presidenza della Repubblica di Romania in alta uniforme che hanno conferito partiColare ufficialità alla cerimonia.
Grande onore è stato attribuito alla rappresentanza dell’ANA con in Vessillo Sezionale di Sondrio decorato di quattro medaglio d’Oro ed al Gagliardetto del Gruppo Autonomo di Romania scortati dai rispettivi Presidenti Leali e Minuzzo.
Alla breve rievocazione di Don Graziano ha fatto seguito il discorso ufficiale di grande spessore e significato di S.E. l’Ambasciatore d’Italia Mario COSPITO.
Grande onore è inoltre stato dedicato alla partecipazione della delegazione Valtellinese nel successivo ricevimento in Ambasciata, , alla presenza della più alte autorita Militari Italiane e Rumene svoltosi nelle stupende sale della Residenza dell’Ambasciatore di via Coanda.
Proprio in una delle più prestigiose delle sale della Residenza S.E. l’Ambasciatore COSPITO ha voluto dedicare parole di riconoscimento alla nostra presenza, anche attraverso un breve messaggio che ci ha permesso di registrare, per rivolgere un saluto sincero alla terra ed agli alpini di Valtellina e valchiavenna.
Nel corso del colloquio S.E. ha anche espresso il Suo vivo desiderio di averci ospiti in occasione della ricorrenza del 2 Giugno 2009, con la significativa presenza del Coro CAI di Valmalenco con il quale risultano già avviati da tempo contatti concreti nello spirito attivissimo di Don Graziano.
La presenza anche del Direttore del Centro Italiano di Cultura Prof. Alberto Castaldini ….. ha suggellato l’auspicio di una presenza significativa anche per tale occasione anche sotto l’aspetto culturale e turistico.
