Storia della Chiesa Italiana SS. Redentore
La
Chiesa del SS. Redentore, situata nel cuore della Capitale Romena, fu costruita
dalla numerosa comunità italiana, ivi residente, guidata da un grande
missionario, P. Antonio Mantica, inviatovi da Mons. Rodolfi, vescovo di
Vicenza, nel 1914. La costruzione del tempio, progettato dal celebre architetto
Mario Stoppa, fu iniziata il 19 agosto 1915. TI 2 luglio 1916 l'Arcivescovo
Raimondo Netzhamer benediceva solennemente la nuova chiesa, ne consacrava
l'altare maggiore, la dedicava al SS. Redentore e l'apriva ufficialmente al
culto pubblico. Fu eretta in parrocchia da Mons. Alessandro Cisar nel 1928. La
Comunità ecclesiale contava 1.200 famiglie e 7.000 fedeli. La sera del 27
dicembre del 1949, il P. Antonio Mantica, fondatore della Chiesa e da venti
anni Parroco della Comunità del SS. Redentore, fu chiamato al Ministero rumeno
degli Interni e trattenuto, per cinque giorni, onde indurlo, con metodi di
violenza psicofisica, a dichiarare al pubblico che lasciava la Romania
spontaneamente e non per la decretata espulsione. Egli stesso
lasciò scritto nelle Cronache Parrocchiali:
«
TI Parroco ritenne preferibile lasciare la parrocchia anche perché l'età e le
circostanze rendono, sempre più ridotta la di lui attività ed è consigliabile
che sia sostituito da altri
». Partì per l'Italia
il 7 febbraio 1950. Dovette interrompere il viaggio a Vienna dove il fratello
medico, gravemente ammalato, morì. Mons. Antonio Mantica si spense santamente a
Vicenza all' età di 87 anni, nell' abitazione del cognato dotto Nicoletti, in
Via delle Grazie. Era nato a Bevadoro nei pressi di Padova il
10 gennaio 1871.
