Avremo un grande rinnovamento
se avremo una grande carita'
Viviamo in un secolo
che e' pieno di gelo e di morte
nella vita dello spirito.
tutto chiuso in se stesso,
nulla vede che piaceri, vanita', passioni
e la vita di questa terra, e non più.
Chi dara' vita a questa generazione
morta alla vita di Dio,
se non il soffio della carita' di Gesù Cristo?
La faccia della terra si rinnovella
al calore della primavera;
ma il mondo morale solo avra' vita novella
dal calore della carita'.
Noi dobbiamo chiedere a Dio
non una scintilla di carita',
come dice l'Imitazione di Cristo,
ma una fornace di carita'
da infiammare noi
e da rinnovellare il freddo e gelido mondo,
con l'aiuto e per la grazia
che ci dara' il Signore.
Avremo un grande rinnovamento cattolico,
se avremo una grande carita'.
dobbiamo, pero',incominciare ad esercitarla oggi tra di noi,
a coltivarla nel seno dei nostri istituti,
che devono essere veri cenacoli di carita'.
"NEMO DAT, QUOD NON HABET":
non daremo alle anime fiamme di vita,
foco e luce di carita',
se prima
non ne saremo accesi noi,
e molto accesi.
La carita' deve essere il nostro slancio,
il nostro ardore, la nostra vita:
noi siamo i "garibaldini" della carita'
di Gesu' Cristo.
La causa di Dio e della sua chiesa
non si serve che con una grande carità
di vita e di opere.
Non penetreremo le coscienze,
non convertiremo la gioventu',
non i popoli trarremo alla chiesa,
senza una grande carita',
e un vero sacrificio di noi,
nella carita' di Cristo.
C'e' una corruzione, nella societa', spaventosa;
c'e' un ignoranza di Dio spaventosa;
c'e' un materialismo, un odio spaventoso:
solo la carita'
potra' ancora condurre a Dio
i cuori e le popolazioni
e salvarle.
(DON ORIONE) da una lettera del 2 maggio 1920